Museo Civico e Diocesano
Piazza San Benedetto, Norcia, 06046, PG, Umbria

Riaperto nel 1996 come mostra permanente in attesa di una compiuta esposizione museale, ha sede nel piano nobile della Castellina, la rocca che si affaccia sulla piazza principale di San Benedetto, realizzata nel 1554 su progetto di Jacopo Barozzi da Vignola, per volontà di Papa Giulio III.
L’allestimento del Museo nel piano nobile di questo imponente edificio risale a dopo il sisma del 1979.
Tra le opere più significative tra quelle esposte si segnalano: La “Croce Azzurra” (XIII sec.), un crocifisso tempera su tavola attribuito ad un maestro spoletino; un crocifisso dipinto, tempera su tavola, del 1241 di un certo “Petrus Pictor”; il dipinto tempera su tavola “Madonna con Bambino e Santi dell’Ordine Francescano” del 1525 di Antonio Da Faenza; un gruppo di statue lignee policrome raffiguranti la scena della Deposizione (XIII sec), proveniente da una bottega umbra e l’unico conservatosi integralmente in Umbria; la statua lignea policroma di Santa Giuliana (XV sec.), di uno scultore umbro; le sculture in pietra “caciolfa” raffiguranti la Madonna con il Bambino, gli Angeli adoranti, San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista (1469), di Giovanni Dalmata; le sculture in terracotta dipinta della Vergine annunciata e dell’Angelo annunciante (1510) di Luca della Robbia;


La Collezione Massenzi
E’ una collezione storico-artistica di inestimabile valore allestita al piano terra della Castellina, senz’altro degna di un museo nazionale, quanto a consistenza di materiali, spessore culturale e interesse archeologico.
Frutto di una generosa donazione fatta al Comune di Norcia dal Cav. Evelino Massenzi, novantanovenne originario della città che ha dato i natali a San Benedetto, la prestigiosa collezione esposta è composta da un centinaio di reperti archeologici inquadrabili tra il VII-VI sec. a.C. e altre opere di età medievale a carattere sacro.
Sedici teche raccontano la storia della ceramografia etrusca dall’epoca orientalizzante all’ellenismo, con l’edizione di pregevoli materiali greci d’importazione.
Anfore in bucchero, vasi attici a figure nere e rosse, skyphos, crateri riccamente decorati.
La “Collezione Massenzi” è un’affascinante miniera di storia e di arte da esplorare ma anche la manifestazione di un gesto straordinario di generosità. L’allestimento espositivo, che al momento mette in mostra 91 degli oltre 300 reperti archeologici donati, permette di ripercorrere la storia della ceramografia etrusca dall’epoca orientalizzante all’ellenismo (VII-II sec. a.C.), affiancando ai reperti etruschi pregevoli materiali greci di importazione.
Il percorso espositivo è quindi insieme cronologico e tipologico, riunendo il materiale per epoca, ma anche per centri di fabbricazione e tipologie (non è purtroppo possibile ricostruire con certezza, se non in pochi casi, le località di provenienza dei reperti, a differenza di quanto realizzato a Norcia nella mostra permanente presso i locali del Criptoportico dove i materiali sono esposti tenendo riuniti i contesti di rinvenimento a seguito del reperimento da scavi stratigrafici).
Dalla ceramica dipinta italo-geometrica in gran parte di provenienza etrusca centro-meridionale, si prosegue con il materiale etrusco-corinzio, la cui produzione, soprattutto vulcente, si ispira a prototipi largamente esportati da Corinto, di cui la Collezione Massenzi conserva un esemplare.
Una grande quantità di reperti è in impasto e in bucchero databili nel VII e VI sec. a.C.: dalle forme più semplici e funzionali alle morfologie più elaborate ed eleganti con decorazioni inizialmente incise o graffite, quindi applicate a cilindretto o a stampo su vasi di bucchero di notevole gusto barocco, prodotti a Chiusi, Orvieto o Vulci nel corso del VI sec. a.C.
Alla ceramica di importazione attica è dedicata l’ultima sala: si tratta di vasi a figure nere e rosse di alto livello qualitativo, accanto a cui si pongono, scendendo nel tempo, stupendi esemplari di skyphoi, crateri e kylikes a figure rosse di manifattura etrusca, di epoca ellenistica.


La Mostra Permanente “Partire per l’aldilà”
Oltre al museo civico e diocesano e alla Collezione Massenzi, la Castellina di Norcia dal mese di agosto 2003 ospita una nuova mostra a carattere permanente, con esposte alcune delle tombe di epoca ellenistica e dei relativi corredi rinvenuti negli ultimi quattro anni tra Norcia e la vicina frazione di Popoli.
“Partire per l’aldilà”, è il nome dato alla mostra archeologica, è allestita al piano superiore del palazzo del Vignola, e rende fruibili al pubblico alcune tombe di epoca ellenistica, di notevole interesse storico e nelle tipologie “a fossa”, “a cassone” e “a camera”, rinvenute nella frazione di Popoli e nelle località intorno a Norcia di Colle dell’Annunziata (necropoli degli impianti sportivi) e Opaco (necropoli del caseificio).
Grazie ad un generoso finanziamento concesso dal Rotary Club, le tombe attualmente esposte sono otto, di cui una ricostruita fedelmente, con gli oggetti, anche questi di inestimabile valore, del corredo funebre. Visitare l’esposizione permette pertanto di conoscere gli usi funebri e sociali nelle necropoli ellenistiche di Nursia.

 

Il Criptoportico di Porta Ascolana
Tale struttura ospita una delle mostre archeologiche più interessanti di questo territorio: epigrafi, cippi, corredi di tombe appartenenti alla civiltà sabina, monili, vasi, etc. (tutti reperti databili tra il IX sec. a.C. e IV sec. d.C.) rappresentano il ricco patrimonio venuto alla luce in occasione della realizzazione del parcheggio interrato in località Campo Boario, appena fuori Porta Romana, in un’ampia e fertile vallata ai piedi dei Monti Sibillini.
I reperti rinvenuti in occasione dei lavori giubilari hanno testimoniato che quest’area fu frequentata sin da epoche molto antiche, confermando i risultati delle ricerche archeologiche del secolo scorso in località Santa Scolastica.
Gli scavi più recenti hanno però permesso di valutare meglio i modi dell’insediamento stanziale di capanne, le particolarità dei corredi delle tombe e i riti funerari in un periodo compreso tra il IX e il VI sec. a.C., il ruolo chiave di collegamento svolto da questo territorio della Sabina settentrionale tra l’Umbria interna e l’area picena e – in un contesto più allargato – tra popolazioni antiche che si affacciavano da un lato sulla costa tirrenica e dall’altro su quella adriatica.
La raccolta nel lapidario rende fruibile al pubblico parte del patrimonio epigrafico nursino ampiamente diffuso nel territorio, grazie all’esposizione di tredici epigrafi, alcune delle quali di recente recupero.
Il materiale esposto, per lo più inquadrabile in un ambito cronologico compreso tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C., risulta nella gran parte riferibile ad ambito funerario, essendo relativo ad elementi architettonici di monumenti quanto a cippi o stele sepolcrali, ad eccezione degli esempi isolati di una base onoraria e di un cippo stradale di IV sec. d.C.
I più bei pezzi della mostra archeologica sono rappresentati dai due cippi dionisiaci del I secolo d.C., rinvenuti nei primi anni ’90 in via Anicia, nella proprietà di Fernando Alemanno. Alti circa 70 cm, con un diametro di 35, i due cippi, destinati al culto, riportano scolpite in bassorilievo scene di musica e di danza. In uno è ritratto Bacco-Dioniso il giovane, nell’altro il mito del re di Tebe Penteo, ucciso dalla madre e dalle Baccanti invase dallo stesso Dioniso.
Non si può quindi fare a meno di sottolineare l’importanza storica della documentazione epigrafica come fonte imprescindibile tanto per la ricostruzione della struttura politica ed istituzionale della città quanto per l’analisi dell’onomastica locale e della compagine sociale.


La Mostra Permanente “Partire per l’aldilà”
Oltre al museo civico e diocesano e alla Collezione Massenzi, la Castellina di Norcia dal mese di agosto 2003 ospita una nuova mostra a carattere permanente, con esposte alcune delle tombe di epoca ellenistica e dei relativi corredi rinvenuti negli ultimi quattro anni tra Norcia e la vicina frazione di Popoli.
“Partire per l’aldilà”, è il nome dato alla mostra archeologica, è allestita al piano superiore del palazzo del Vignola, e rende fruibili al pubblico alcune tombe di epoca ellenistica, di notevole interesse storico e nelle tipologie “a fossa”, “a cassone” e “a camera”, rinvenute nella frazione di Popoli e nelle località intorno a Norcia di Colle dell’Annunziata (necropoli degli impianti sportivi) e Opaco (necropoli del caseificio).
Grazie ad un generoso finanziamento concesso dal Rotary Club, le tombe attualmente esposte sono otto, di cui una ricostruita fedelmente, con gli oggetti, anche questi di inestimabile valore, del corredo funebre. Visitare l’esposizione permette pertanto di conoscere gli usi funebri e sociali nelle necropoli ellenistiche di Nursia.

Contatti

Museo Civico e Diocesano
Piazza San Benedetto, Norcia, 06046, PG, Umbria
T: 0743 817030